News:

Da FLC CGIL

Esami di Stato 2020: evento da ricordare

e occasione per ripartire

Tra timori, precauzioni e la consueta emozione, il 17 giugno, circa 450 mila ragazze e ragazzi parteciperanno all’esame di Stato 2020.

Nel momento del primo incontro in presenza, rilanciamo sulle necessità di sicurezza della scuola e sugli investimenti indispensabili per la ripartenza di ben 8 milioni di studenti. Improvvisamente, guardando ai numeri si è resa evidente l’insufficienza di quanto si sia investito finora e di quanto pesi un punto percentuale di PIL: 17 miliardi di spesa in istruzione in meno rispetto alla media OCSE.

8 milioni di studenti hanno bisogno di scuola ed è urgente pensarci subito. Proponiamo, già nel decreto Rilancio, un investimento di almeno 4,5 miliardi per avviare un rientro in presenza e in sicurezza e, su queste basi, intendiamo proseguire la stagione di mobilitazione avviata, sostenendo e partecipando alle manifestazioni sulla scuola previste nei prossimi giorni.

Servono scelte immediate, non solo per la ripartenza, ma per la scuola che vogliamo.

È necessario un bilancio sulla didattica in tempi di pandemia, che risponda al bisogno di una didattica inclusiva. I lunghi mesi di chiusura hanno riaperto il dibattito sul modello educativo nel nostro Paese: molti hanno rispolverato una visione competitiva e meritocratica della scuola per cui la selezione dei migliori diventa l’operazione strategica, così risulta sufficiente distribuire i tablet e la connessione per dare abbastanza istruzione a tutti. È stato il mantra ministeriale di questa fase, ma pedagogisti, intellettuali, commentatori, e soprattutto, insegnanti, studenti e genitori hanno riscoperto il valore inclusivo della scuola della Costituzione e l’importanza della relazione educativa in presenza. Ci auguriamo che il Ministero e i decisori politici che dovranno programmare i prossimi mesi sappiano ascoltare e accogliere queste sollecitazioni.

Intanto alle studentesse e agli studenti, agli insegnanti, ai dirigenti e al personale ATA, va il nostro buon lavoro, certi che, come sempre, sapranno affrontare questo complicato momento con il consueto valore e spirito di collaborazione.

Leggi la notizia | Esami di Stato: tutte le informazioni per orientarsi

Ricercarsi 2020: indagine scuola statale. Compila il questionario

In evidenza

Ferie del personale: l’emergenza sanitaria non prevede limitazioni di fruibilità

Pensionamenti scuola: accolte circa 40.000 domande. Resta aperta la questione dell’uso di Passweb

Prolungata la sospensione delle attività didattiche in presenza

#IostocongliATA: un questionario per il personale ATA

Emergenza Coronavirus: notizie e provvedimenti

Notizie scuola

Convitti, semiconvitti, educandati: un pezzo dimenticato del sistema pubblico di istruzione

Precari ATA: le nostre proposte per affrontare l’avvio dell’anno scolastico

Concorso DSGA: il disastro annunciato. A settembre moltissime scuole senza direttori amministrativi

Educazione civica: illustrate le linee guida per il nuovo insegnamento trasversale

Esami di Stato 2020: illustrata l’ordinanza sullo svolgimento della sessione straordinaria

Esami di Stato: secondo incontro Tavolo Permanente Nazionale

Emergenza sanitaria e lavoro ATA durante lo svolgimento degli esami di Stato

Pubblicazione esiti scrutini ed esami: dal Ministero importanti precisazioni

Costituzione della fascia aggiuntiva alle graduatorie di merito regionali dei concorsi (GMR infanzia-primaria e GMRE secondaria)

Concorso ordinario scuola secondaria: nuovi prospetti di ripartizione dei posti

Call veloce: tutte le informazioni utili

Precari scuola: l’indennità di disoccupazione (NASpI) per i contratti in scadenza

Scuole italiane all’estero: richiesto incontro urgente al MAECI

Tutte le notizie canale scuola

 

 

Scuola, sciopero 8 giugno:

le ragioni della protesta. Come aderire

I sindacati FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e FGU GILDA Unams hanno indetto lo sciopero di tutto il personale della scuola statale per l’intera giornata di lunedì 8 giugno. L’incontro che si è svolto il 29 maggio con il Ministero dell’Istruzione per il tentativo di conciliazione, in seguito alla proclamazione dello stato di agitazione, ha lasciato infatti del tutto insoddisfatti i sindacati che l’avevano richiesto.

Eccezion fatta per l’aggiornamento delle graduatorie dei supplenti, proposta che aveva già trovato risposta risolutiva nel testo di conversione del Decreto Scuola approvato nei giorni scorsi dal Senato, su tutte le altre questioni esposte nella lettera inviata per il tentativo di conciliazione le organizzazioni sindacali hanno dovuto prendere atto della totale assenza di precisi impegni da parte dell’amministrazione. Le ragioni dello sciopero.

I sindacati promotori dello sciopero hanno anche sottoscritto un manifesto che sintetizza le loro richieste e le loro proposte per la ripartenza della scuola in presenza, in sicurezza, a partire da quello che manca e da ciò che serve e si può fare subito.

Per ciò che riguarda le procedure di comunicazione ed adesione allo sciopero restano confermate le consuete regole. Resta valido quanto previsto dalla normativa vigente (in particolare, l’accordo del 1999 di attuazione della legge 146/90 nel comparto scuola, allegato al CCNL 1998/2001), anche durante il servizio svolto a distanza (DaD e smart working) derivante dall’emergenza sanitaria.

I sindacati hanno predisposto una scheda con indicazioni utili, adempimenti, procedure e modalità di adesione allo sciopero, anche per coloro che il giorno 8 giugno saranno impegnati negli scrutini finali. Scarica la scheda unitaria.

 

News precedenti:

Scuola: proclamato lo stato di agitazione

Mentre è in corso in Senato l’esame del Decreto scuola che, tra i suoi obiettivi, ha l’immissione in ruolo di 24.000 docenti precari con almeno 36 mesi di servizio, i cinque maggiori sindacati del settore, del tutto insoddisfatti delle mediazioni politiche raggiunte fra i gruppi di maggioranza, hanno inviato ai ministeri competenti una richiesta di svolgimento del tentativo di conciliazione, sancendo formalmente lo stato di agitazione della categoria.

Gli esiti dell’incontro notturno di maggioranza hanno definito un quadro che ora deve passare il vaglio parlamentare, ma dai sindacati arriva un giudizio di totale insoddisfazione.

I problemi della scuola erano tanti e urgenti già prima che irrompesse l’emergenza della pandemia: progettare un ritorno alla didattica in presenza, di cui tutti avvertiamo impellente bisogno, significa oggi mettere in campo uno sforzo straordinario, fatto di investimenti, ma anche di rispetto e valorizzazione delle energie professionali di cui la scuola dispone, mettendo le istituzioni scolastiche in condizione di esprimersi e di operare al meglio.

Continua a leggere la notizia

In evidenza

Fare scuola insieme

Decreto Legge “Rilancio”: le nostre schede di lettura

Subito stabilizzazione dei precari e risorse per far ripartire la scuola in sicurezza

Emergenza Coronavirus: notizie e provvedimenti

Notizie scuola

Avvio anno scolastico 2020/2021: nuova audizione dei sindacati da parte del Comitato Tecnico Scientifico della Protezione civile

Organici scuola 2020/2021: personale ATA, emanato il Decreto e le tabelle

Esami di Stato: al via i tavoli territoriali previsti dall’Intesa

“Ripartire dallo 0-6. Come ripensare il sistema integrato nell’emergenza”

Adozioni libri di testo anno scolastico 2020/2021: pubblicata l’ordinanza ministeriale

Comandi del personale docente e dirigente a.s. 2020/2021: emanata la circolare

Regolamentazione della call veloce: fornita l’informativa dal Ministero dell’Istruzione

Sistema Nazionale di Valutazione: dettate le nuove scadenze per l’aggiornamento del RAV

“Tutta un’altra scuola: riflessioni per una didattica rinnovata”, video

PON “Per la Scuola”: autorizzazioni avviso acquisto dispositivi digitali didattica a distanza

Concorsi ATA e docenti

Concorso 24 mesi ATA: domande fino al 3 giugno su istanze online

Concorsi docenti scuola: ordinari, straordinario e per l’abilitazione

Concorso straordinario scuola secondaria: dal 28 maggio al 3 luglio le domande

Concorso straordinario abilitante scuola secondaria: dal 28 maggio al 3 luglio le domande

Concorso ordinario scuola primaria e dell’infanzia: dal 15 giugno al 31 luglio le domande

Concorso ordinario scuola secondaria: dal 15 luglio al 31 luglio le domande

 

“Lavoro agile” per il personale ATA  anche dopo il 4 maggio

#ATAnews è una rassegna specificatamente dedicata dalla FLC CGIL nazionale al personale ATA. Propone periodicamente un riepilogo correlato alle notizie più significative, pubblicate sul sito nazionale per valorizzare la collocazione dei lavoratori ATA nella vertenza generale sulla professionalità e sul contratto. È un resoconto centrato sulle nostre attività politico-sindacali-legali e sui risultati ottenuti.

In questo numero ci soffermiamo in particolare su una nota ministeriale utile e tempestiva emanata su nostra sollecitazione. La nota chiarisce che il DPCM del 26 aprile 2020, nel definire le misure attuative urgenti di contenimento del contagio dal 4 maggio in avanti, non introduce alcuna novità sulle attività lavorative in presenza nelle scuole.

Scarica il n. 3/2020.

 

 

Precari: supplenza brevi, rinvio dei concorsi,  prove TFA e le nostre proposte.

Facciamo il punto

Il decreto legge 18/20 contiene due importanti interventi in materia di scuola e precariato (leggi il commento):

  • l’articolo 87 sospende lo svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso al pubblico impiego per sessanta giorni, ad esclusione delle procedure che prevedono unicamente la valutazione su basi curriculari o per via telematica
  • per favorire la continuità occupazionale dei docenti titolari di contratti di supplenza breve e saltuaria, nei periodi di chiusura o di sospensione delle attività didattiche disposti in relazione all’emergenza sanitaria, il Ministero dell’istruzione assegna alle scuole le risorse finanziarie per stipulare/prorogare i contratti di supplenza. Una nota del Ministero dell’Istruzione ha poi chiarito che per i docenti le proroghe sono previste anche in caso di rientro del titolare. Leggi la notizia.

Concorsi e percorsi abilitanti: la FLC CGIL, alla luce della situazione di emergenza che stiamo affrontando, ha lanciato la proposta, condivisa poi anche da altre organizzazioni sindacali, di mettere definitivamente da parte il concorso straordinario per i 24 mila posti e avviare una procedura per titoli per stabilizzare i precari con tre anni di servizio. Tutto questo rilanciando parallelamente l’avvio dei percorsi abilitanti a partire dal prossimo anno accademico.

In questa direzione stiamo presentando appositi emendamenti alla legge di conversione del decreto legge 18 del 17 marzo 2020.

A latere di questa iniziativa abbiamo anche rilanciato una battaglia storica: l’estensione della card docenti ai lavoratori precari, agli ATA e agli educatori. Leggi la notizia.

Capitolo TFA: nel contesto eccezionale che stiamo attraversando abbiamo chiesto e ottenuto la proroga dei test di accesso nazionali. Leggi la notizia.

Stiamo anche chiedendo il rinvio delle scadenze per le iscrizioni fissate dai singoli atenei. Lettera al Ministro Manfredi e ai rettori.

Sul V ciclo del TFA, dopo innumerevoli sollecitazioni, si aprirà finalmente un confronto sull’accesso semplificato per i docenti con tre annualità di servizio su posto di sostegno, il ministero ne ha dato comunicazione nell’incontro di informativa sul concorso straordinario abilitante. Leggi la notizia.

 

Emergenza Coronavirus

Aggiornamenti: notizie e provvedimenti

Necessario un intervento del presidente Conte per un provvedimento d’urgenza sull’istruzione

Le nostre proposte urgenti per l’Università

Testo DPCM 22 marzo: stop alle attività produttive salvo quelle essenziali

 

 

Coronavirus: comunicazione al personale da parte delle OOSS: allegato in fondo alla pagina

 ---------------------------------

Sciopero 6 marzo: chiediamo un piano pluriennale di 16 miliardi per la scuola

No al gioco delle tre carte su taglio del cuneo fiscale e aumenti contrattuali. Restituiamo dignità alla scuola e stabilità al lavoro.

17/02/2020
 

Il 6 marzo 2020 ci sarà la prima giornata di sciopero nella scuola incentrata sui temi del precariato e degli amministrativi facenti funzione Dsga.

L’emergenza precari nella scuola ha assunto termini e dimensioni di vera e propria patologia del sistema e va contrastata con decisione; a tale obiettivo vanno aggiunti il rinnovo del Ccnl e l’incremento degli investimenti in Istruzione.

Finora, da parte di tutti i governi che si sono susseguiti negli ultimi anni, non abbiamo visto un solo provvedimento che abbia messo nero su bianco un piano di investimenti consistente per far uscire l’istruzione e la formazione dallo stato di abbandono in cui si trovano, contrastando la precarizzazione del lavoro e garantendo retribuzioni adeguate agli insegnanti. 

Invece, leggiamo ancora una volta che la Ministra Azzolina indica nel taglio del cuneo fiscale e nei fondi stanziati per il rinnovo del Ccnl le condizioni per riconoscere un aumento di 100 euro mensili netti al personale della scuola.

Non è così. Ad oggi, queste condizioni non ci sono affatto.

Il taglio del cuneo fiscale è una misura di equità sociale che riguarda tutti i lavoratori: nel caso specifico della scuola, peraltro, non tutti potranno beneficiarne.

Il Contratto ha un altro scopo: è finalizzato, da un lato, a recuperare la perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni, dall’altro a riconoscere l’impegno professionale di tutti i dipendenti. Sommare impropriamente i benefici del taglio del cuneo fiscale agli aumenti del Ccnl significa giocare con la realtà dei fatti.

Il punto è che finora i fondi stanziati per gli aumenti contrattuali nel triennio 2019/2021 comportano un aumento di 80 euro medi mensili lordi, elemento perequativo compreso. Come si può sostenere che si tratti di aumenti dignitosi per una categoria su cui grava la responsabilità di formare le future generazioni, che tutti riconoscono di importanza fondamentale per il futuro del Paese, ma che continua ad essere schiacciata e pervicacemente tenuta, sul piano stipendiale, sulla dimensione di un lavoro impiegatizio, peraltro ai livelli iniziali?

La scuola, dopo il piano che accompagnò alla fine degli anni novanta il varo dell’autonomia scolastica, ha dovuto registrare soprattutto tagli, pseudo riforme, blocchi dei Ccnl, aumento delle pastoie burocratiche. Basti ricordare che in quegli anni i finanziamenti per i piani dell’offerta formativa erano di circa 196 milioni di euro mentre oggi si sono ridotti a 30 milioni.

L’attuale Presidente del Consiglio il 24 aprile 2019 in un testo con noi sottoscritto si è impegnato a stanziare risorse per avvicinare gli stipendi del personale scolastico a quella della media europea.

E cultura di Governo vuole che chi assume l’incarico di Ministro dell’Istruzione si senta investito della responsabilità di onorare quegli impegni istituzionali che appartengono alla precedente e all’attuale maggioranza e al medesimo Presidente del Consiglio.

Da qui parte la nostra piattaforma rivendicativa: 16 miliardi di investimenti in più anni - il punto di Pil che ci separa dall’Europa - per dire basta al lavoro precario, per superare il divario tra organico di diritto e situazioni di fatto, per aumentare il tempo scuola, per rinnovare il contratto con aumenti a tre cifre che vadano ben oltre i 100 euro mensili.

Se il Governo continuerà a fare orecchie da mercante non ci fermeremo con lo sciopero del 6, ma proseguiremo con altre iniziative di mobilitazione per rivendicare più scuola, stipendi più alti e più ampi spazi negoziali.

Roma, 17 febbraio 2020

 
 
  Loghi unitari  

 

 

Da FLC Cgil

“Bonus docenti”: avviato il confronto al Ministero dell’Istruzione

Il 3 febbraio si è svolto l’incontro con il Ministero dell’Istruzione per discutere le conseguenze applicative di una norma approvata in legge di bilancio 2020. La nuova norma ha disposto che le risorse già destinate al “bonus docenti” a partire dal 1° gennaio di quest’anno siano utilizzate dalla contrattazione integrativa in favore del personale scolastico senza più il precedente vincolo di destinazione previsto dalla legge 107/15.

I sindacati hanno ribadito che:

  • sono pienamente ripristinate le prerogative sindacali sulle risorse del “bonus” a partire dal 1° gennaio 2020 (data di entrata in vigore della norma);
  • le risorse non sono più destinate a riconoscere la “premialità” dei docenti;
  • il comitato di valutazione, di fatto, non ha più alcuna funzione in materia di “bonus”;
  • le risorse sono destinate a tutto il personale scolastico, di ruolo e non di ruolo;
  • spetta alle contrattazioni d’istituto definire i criteri di attribuzione delle risorse al personale scolastico.

I sindacati hanno anche espresso l’esigenza che, poiché la nuova norma è intervenuta ad anno scolastico avviato, occorre dare indicazioni univoche e condivise alle istituzioni scolastiche per una corretta gestione delle risorse dell’ex “bonus” in sede di contrattazione d’istituto.

L’Amministrazione, nel replicare alle organizzazioni sindacali, ha condiviso:

  • che la norma approvata in legge di bilancio abbia effetto a partire dal 1° gennaio 2020;
  • che il mutato quadro normativo, avvenuto in corso d’anno, ponga l’esigenza di fornire alle scuole indicazioni omogenee per gestire la novità nella fase transitoria.

La FLC CGIL è fortemente determinata ed impegnata perché alle scuole siano fornite quanto prima indicazioni chiare e precise al fine di dare piena attuazione alla norma che ha abolito il “bonus docente”, un meccanismo premiale molto divisivo ed osteggiato dai docenti.

Un nuovo incontro per proseguire il confronto è stato fissato per lunedì 10 febbraio alle ore 15.30.

Cordialmente

FLC CGIL nazionale

 

Quali risorse per il rinnovo dei contratti di lavoro?

Uno dei punti di maggiore criticità della legge di bilancio 2020 (legge 160/19 e nostro commento) è indubbiamente l’insufficienza delle risorse per i rinnovi contrattuali del settore pubblico per il triennio 2019-2021. Riguardo poi al comparto “Istruzione e Ricerca” le risorse stanziate per il rinnovo contrattuale sono ancora lontane dagli impegni assunti da questo e dal precedente governo rispetto ad incrementi salariali significativi (a tre cifre), finalizzati, da un lato, a perequare le retribuzioni del comparto alla media di quelle del comparto pubblico, e, dall’altro, a ridurre il divario stipendiale esistente rispetto alla media dei paesi europei.

Al termine della sessione di bilancio e dopo l’approvazione della legge 160/19, l’analisi del capitolo di spesa dedicato al “Fondo da ripartire per l'attuazione dei contratti del personale delle amministrazioni statali, ivi compreso il personale militare e quello dei corpi di polizia” fa emergere dati davvero sorprendenti: l’incremento delle risorse per il 2021 è significativamente minore rispetto a quanto più volte affermato dal governo, le risorse del 2020 diminuiscono, mentre per il 2019 vi sarà probabilmente un risparmio (il condizionale in questo caso è d’obbligo in attesa del Rendiconto generale dello Stato).

Ricordiamo, inoltre, che la legge di bilancio stanzia 310 milioni di euro per l’anno 2022 relativo al triennio contrattuale 2022-2024.

Chiediamo che il governo a partire dal Ministero dell’Economia fornisca chiarimenti sulla riduzione delle risorse per i rinnovi contrattuali. Sarebbe davvero incredibile che, dietro il paravento di artifici tecnici o interpretativi delle norme, si siano realizzati risparmi alle spalle dei lavoratori pubblici.

____________

Ha preso avvio da Parma un nuovo modello di partecipazione:

  #AssembleeFormAttive

 Dal 12 Novembre al 13 Dicembre 2019, è prevista una campagna di 59 assemblee in tutta la provincia, dove verrà testata in via sperimentale -per la prima volta a livello nazionale- la nuova modalità di interazione fra sindacato e lavoratori.

 

È stato predisposto un questionario google, assolutamente anonimo, che verrà inviato tramite email con anticipo a tutte le lavoratrici e lavoratori della filiera della Conoscenza: nel questionario google, oltre ad indicare l'istituzione di appartenenza, la tipologia di contratto ed il relativo profilo (tempo determinato/indeterminato, ata/docenti), i lavoratori potranno selezionare un numero definito di temi da diverse batterie di argomenti, correlati a 3 principali settori, ovvero la Comunità Educante (comune per tutti), profilo Ata e profilo Docente. Sarà possibile, in una sezione dedicata, fornire infine commenti o suggerimenti.

 

I dati verranno restituiti ed analizzati ad inizio di ogni assemblea, separati per ogni istituto e percentualizzati per argomento, consentendo confronti con altre istituzioni scolastiche ed analisi sia di dettaglio che complessive per l'intera provincia.

Tale strumento consentirà inoltre di analizzare successivamente i dati per calibrare la stessa attività sindacale a seconda dei contesti e delle sensibilità emerse in rapporto ai temi proposti.

 

Fondamentale in questo caso il supporto della Rsu, nel favorire la riuscita della nuova modalità di interazione assembleare.

L'iniziativa è stata promossa unitariamente dalla FLC CGIL, CISL FSUR ed UIL RUA della provincia di Parma.

 

Qui il link per la compilazione del Questionario Google: INVITIAMO TUTTO IL PERSONALE DELLA SCUOLA A COMPILARE I QUESTIONARI, ANCHE DOVE L'ASSEMBLEA E' STATA GIA' EFFETTUATA:

 

https://docs.google.com/…/1FAIpQLSc30ZXwUnoqIYWuPT…/viewform

 

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSc30ZXwUnoqIYWuPTT4cD2xkK4hoUvibt5_5ScfToubOOJlGQ/viewform?fbclid=IwAR0wLsmPonINJVSUn8Fo4p1YbZk9pj2StmeAFine-uIrbAYpD3yF_oTqWJI

 

 

In allegato, comunicazione campagna provinciale Assemblee FormAttive con calendario ed avviso.

 

 

 

22 novembre 2019

Legge di Bilancio 2020, quello che non c’è ma che ci dovrebbe essere

 L’Istruzione e la ricerca vincono in cinque mosse: investimenti, rinnovo del CCNL, libertà di insegnamento, organici e precariato.

 

Dopo la riunione dei direttivi unitari che si è tenuta mercoledì 20 novembre al teatro Quirino di Roma, FLC CGIL, CISL FSUR, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GIDLA Unams hanno raccolto in un documento gli obiettivi su cui si rilancia una forte iniziativa dei sindacati legata al confronto sulla legge di bilancio per il 2020.

 

I cinque sindacati più rappresentativi del comparto istruzione e ricerca chiedono politiche di forte investimento nei settori della conoscenza, volti anche a definire le condizioni per un rinnovo contrattuale che rivaluti in modo significativo tutte le professionalità operanti nella scuola, nell'Università e AFAM, negli Enti di Ricerca.

 

 11 novembre 2019

Firma la petizione, “Sì alla scuola della Repubblica, no alla regionalizzazione dell’istruzione”

 Organizzazioni sindacali e associazioni dell’Emilia Romagna chiedono il ritiro della richiesta di autonomia differenziata in materia di istruzione avanzata dal Presidente Bonaccini.

 La Regione Emilia Romagna ha presentato richiesta al governo di “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia” su una serie di materie fra le quali le “norme generali sull’istruzione” chiedendo specifiche competenze legislative e amministrative. 

 Per fermare questo progetto, alcune organizzazioni sindacali e associazioni dell’Emilia Romagna, tra cui la FLC CGIL, hanno promosso una petizione online diretta a Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna.

 Leggi l’appello e firma online la petizione

 https://www.change.org/p/presidente-della-regione-romagna-si-alla-scuola-della-repubblica-no-alla-regionalizzazione-dell-istruzione?use_react=false

 

 

 

Rinnovo del contratto di lavoro:

sindacati convocati il 20 maggio

Il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, dando seguito all’attuazione dell’intesa del 24 aprile 2019, ha fissato per il 20 maggio alle ore 17 l’incontro con le organizzazioni sindacali per discutere del rinnovo contrattuale del comparto “Istruzione e Ricerca”. In particolare, secondo il primo punto dell’intesa, si parlerà dell’impegno da parte dell’Amministrazione a reperire i fondi per il rinnovo del CCNL già a partire dalla prossima legge di Bilancio. Il governo si è inoltre impegnato a programmare nel triennio un recupero salariale che comporti un sensibile aumento stipendiale e avvii l’allineamento dei salari del personale del comparto “Istruzione e Ricerca” alla media europea. Leggi il testo dell’intesa

Riteniamo positivo l’impegno a voler aprire una discussione con la categoria per la valorizzazione del personale di tutto il comparto “Istruzione e Ricerca” a partire dall’adeguamento salariale, ma valuteremo attentamente le proposte che verranno avanzate per dare una risposta concreta aqueste problematiche.

L’incontro del 20 maggio seguirà quelli già programmati per il 6 maggio sul reclutamento scolastico e il 14 maggio sui dirigenti scolastici.

Cordialmente

FLC CGIL nazionale

In evidenza

Intesa Governo-Miur-Sindacati: 6 maggio, incontro su reclutamento personale scolastico

Intesa Governo-Miur-Sindacati: convocati il 14 maggio i dirigenti scolastici

 

“Istruzione e Ricerca”: al Ministero del Lavoro nessuna risposta di merito. Sciopero generale il 17 maggio

Il comunicato unitario FLC CGIL, CISL FSUR, Federazione UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA UNAMS.

 

 

 

FLC CGIL - CISL FSUR - Federazione UIL Scuola RUA

SNALS Confsal - GILDA UNAMS

 

Dall’incontro che si è svolto giovedì 4 aprile 2019 al Ministero del Lavoro non sono emersi elementi che consentano di ritenere concluso positivamente il tentativo di conciliazione.

Nessuna risposta di merito è venuta alle richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali del comparto istruzione e ricerca, non essendovi stata peraltro la possibilità di procedere ad un approfondito esame delle questioni oggetto della mobilitazione.

Le cinque organizzazioni sindacali prendono atto dell’annunciata apertura, a partire da lunedì 8 aprile - data nella quale è previsto l’incontro con il Ministro - di un tavolo di confronto al massimo livello politico del MIUR, proposta rispetto alla quale affermano piena disponibilità perché rispondente a un’esigenza da tempo rappresentata, ma confermano, in assenza di impegni puntualmente riscontrabili, la volontà di procedere alla proclamazione di iniziative di lotta articolate in astensione dalle attività non obbligatorie e in uno sciopero generale di tutti i lavoratori del comparto istruzione e ricerca per l’intera giornata del 17 maggio 2019.

 

Roma, 4 aprile 2019

 

Francesco Sinopoli

FLC CGIL

Maddalena Gissi

CISL FSUR

Giuseppe Turi

UIL Scuola RUA

Elvira Serafini

SNALS Confsal

Rino Di Meglio

GILDA UNAMS

 

Da FLC CGIL Parma

No alla regionalizzazione del sistema d’istruzione: raccolta firme in Camera del Lavoro CGIL Parma

 

Carissim*,

 nell'ambito della campagna contro la regionalizzazione del sistema di istruzione, la FLC CGIL Parma ha organizzato una raccolta firme presso gli uffici di categoria in Camera del Lavoro CGIL Parma, via Confalonieri 5 Parma.

 E' possibile firmare l'appello anche on line al seguente indirizzo:

 https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScCwQGhWbPnhU-PZZMNUUOT5PV0bzAC2EkyiebVpaRdlyQVlw/viewform

 

Il sistema di istruzione nazionale è un fattore di coesione culturale e sociale del nostro Paese.

I progetti di regionalizzazione messi in campo dalla richiesta al governo di maggiori forme di autonomia anche in materia d’istruzione, da parte del Veneto, della Lombardia e dell’Emilia Romagna, minano alle basi l’idea di una scuola pubblica nazionale e mettono fortemente in discussione l’unità del sistema dei diritti.

 

Sottoscrivi online l’appello

 Regionalizzare l’istruzione significa disgregare il Paese.

Regionalizzare i contratti, gli organici, i salari del personale della scuola, significa attaccare il ruolo unificante dei contratti nazionali di lavoro, la garanzia di uguali diritti per tutte le lavoratrici e i lavoratori, in ogni parte del territorio nazionale.

Regionalizzare l’istruzione, vuol dire subordinare la garanzia di un diritto alle risorse economiche della regione, dare di più alle regioni che hanno più soldi e meno alle regioni con meno risorse, anche per questo qualcuno l’ha chiamata: la ‘secessione dei ricchi’.

I diritti non possono essere un bene limitato alle condizioni di dove si vive.

 Noi vogliamo fermare questo progetto disgregatore, lavorando perché il diritto sociale all’istruzione resti garantito a tutte e a tutti, in tutto il Paese.

Vogliamo vivere un Paese solidale, che abbia una scuola di tutti e per tutti, dove anche i più poveri possano raggiungere i gradi più alti degli studi, proprio come dice la nostra Costituzione.

La scuola statale nazionale è garanzia di coesione e solidarietà sociale.

 Restiamo uniti.

 

Autonomia differenziata: l’appello dei sindacati scuola e del mondo dell’associazionismo contro la regionalizzazione del sistema di istruzione

 Contrastare la regionalizzazione dell’istruzione in difesa del principio supremo dell’uguaglianza e dell’unità della Repubblica.

  

sindacati scuola e il mondo dell’associazionismo, con l’appello che riportiamo di seguito, esprimono il loro più netto dissenso riguardo la richiesta di ulteriori e particolari forme di autonomia in materia di istruzione avanzata dalle Regioni Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, a cui sono seguite quelle di altre regioni. Si tratta di un’ipotesi che pregiudica la tenuta unitaria del sistema nazionale in un contesto nel quale già esistono forti squilibri fra aree territoriali e regionali. I diritti dello stato sociale, sanciti nella Costituzione in materia di sanità, istruzione, lavoro, ambiente, salute, assistenza, vanno garantiti in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale.

È un appello alla mobilitazione rivolto al mondo della scuola e alla società civile per fermare un disegno politico disgregatore dell’unità e della coesione sociale del Paese.

 

Contro la regionalizzazione del sistema di istruzione

#RestiamoUniti

 

Come è noto, le Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto hanno, tra l’altro, chiesto al Governo forme ulteriori e condizioni specifiche di autonomia in materia di istruzione e formazione.

L’obiettivo è quello di regionalizzare la scuola e l’intero sistema formativo tramite una vera e propria “secessione” delle Regioni più ricche, che porterà a un sistema scolastico con investimenti e qualità legati alla ricchezza del territorio. Si avranno, come conseguenza immediata, inquadramenti contrattuali del personale su base regionale; salari, forme di reclutamento e sistemi di valutazione disuguali; livelli ancor più differenziati di welfare studentesco e percorsi educativi diversificati. Di fatto viene meno il ruolo dello Stato come garante di unità nazionale, solidarietà e perequazione tra le diverse aree del Paese; ne consegue una forte diversificazione nella concreta esigibilità di diritti fondamentali.

La proposta avanzata dalle Regioni si basa sulle previsioni contenute nell’art. 116 della Costituzione, modificato dalla riforma del Titolo V approvata nel 2001, che consente a ciascuna Regione ordinaria di negoziare particolari e specifiche condizioni di autonomia. Fino ad oggi quelle disposizioni non erano mai state applicate, essendo peraltro già riconosciute alle Regioni potestà legislativa regionale esclusiva e concorrente in molte materie; ora invece, nelle richieste avanzate da Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, gli effetti dell'autonomia regionale ulteriormente rinforzata investono l’intero sistema dell’istruzione con conseguenze gravissime. Vengono meno principi supremi della Costituzione racchiusi nei valori inderogabili e non negoziabili contenuti nella prima parte della Carta costituzionale, che impegnano lo Stato ad assicurare un pari livello di formazione scolastica e di istruzione a tutti, con particolare attenzione alle aree territoriali con minori risorse disponibili e alle persone in condizioni di svantaggio economico e sociale.

La scuola non è un semplice servizio, ma una funzione primaria garantita dallo Stato a tutti i cittadini italiani, quali che siano la regione in cui risiedono, il loro reddito, la loro identità culturale e religiosa.

L’unitarietà culturale e politica del sistema di istruzione e ricerca è condizione irrinunciabile per garantire uguaglianza di opportunità alle nuove generazioni nell’accesso alla cultura, all’istruzione e alla formazione fino ai suoi più alti livelli.

Forte è la preoccupazione che l’intero percorso venga gestito con modalità che non consentono un'approfondita discussione di merito, dal momento che le Camere potrebbero essere chiamate non a discutere e a valutare, ma unicamente a pronunciarsi su ciò che le Regioni richiedenti e il Governo avranno precedentemente sottoscritto; tutto ciò con vincoli giuridici decennali.

Con l’introduzione dell’autonomia differenziata, che destruttura il modello configurato dalla Costituzione Repubblicana, si portano a compimento scelte politiche che più volte negli ultimi anni hanno indebolito le condizioni di vita delle persone e della società.

A nulla valgono le rassicurazioni circa il fatto che alcune Regioni richiedenti non avrebbero in termini finanziari niente di più di quello che oggi spende lo Stato per i servizi trasferiti. Quelle Regioni insistono in realtà nel voler stabilire i trasferimenti di risorse sulla base della riduzione del cosiddetto “residuo fiscale”, cioè la differenza fra gettito fiscale complessivo dei contribuenti di una regione e restituzione in termini di spesa per i servizi pubblici.

Sarà quindi inevitabile l'aumento del divario tra nord e sud e tra i settori più deboli e indifesi della società e quelli più abbienti. In tale contesto, dunque, una scuola organizzata a livello regionale sulla base di specifiche disponibilità economiche, rappresenta una netta smentita di quanto sancito dagli articoli 3, 33 e 34 della Costituzione a fondamento del principio di uguaglianza, cardine della nostra democrazia, e lede gravemente altri principi come quello della libertà di insegnamento.

La scuola della Repubblica, garante del pluralismo culturale e preposta a rimuovere ogni ostacolo economico e sociale è, e deve essere, a carico della fiscalità generale nazionale, semplicemente perché esprime e soddisfa l’interesse generale.

Un Paese che voglia innalzare il proprio livello d'istruzione generale deve unificare, anziché separare: unificare i percorsi didattici, soprattutto nella scuola dell’obbligo; garantire, incrementandola, l’offerta educativa e formativa e le possibilità di accesso all’istruzione fino ai suoi livelli più elevati; assicurare la qualità e la quantità dell'offerta di istruzione e formazione in tutto il Paese, senza distinzioni e gerarchie.

Regionalizzare la scuola e il sistema educativo e formativo significa prefigurare istituti e studenti di serie A e di serie B a seconda delle risorse del territorio; ignorare il principio delle pari opportunità culturali e sociali e sostituirlo con quello delle impari opportunità economiche; disarticolare il CCNL attraverso sperequazioni inaccettabili negli stipendi e negli orari dei lavoratori della scuola che operano nella stessa tipologia di istituzione scolastica, nelle condizioni di formazione e reclutamento dei docenti, nei sistemi di valutazione, trasformati in sistemi di controllo; subordinare l’organizzazione scolastica alle scelte politiche - prima ancora che economiche - di ogni singolo Consiglio regionale; condizionare localmente gli organi collegiali. Significa in sostanza frantumare il sistema educativo e formativo nazionale e la cultura stessa del Paese. Questa frammentazione sarà foriera di una disgregazione culturale e sociale che il nostro Paese non potrebbe assolutamente tollerare, pena la disarticolazione di un tessuto già fragile, fin troppo segnato da storie ed esperienze non di rado contrastanti e divisive.

Per questo lanciamo il nostro appello ad un generale e forte impegno civile e culturale, affinché si fermi il pericoloso processo intrapreso e si avvii immediatamente una confronto con tutti i soggetti istituzionali e sociali.

Di fronte ai pericoli della strada intrapresa, intendiamo mobilitarci, a partire dal mondo della scuola, perché si apra un grande dibattito in Parlamento e nel Paese, che coinvolga i soggetti di rappresentanza politica e sociale e tutti i cittadini, come si richiede per una materia di tale importanza per la vita delle persone e dell’intera comunità nazionale.

Contrastare la regionalizzazione dell’istruzione in difesa del principio supremo dell’uguaglianza e dell’unità della Repubblica è un compito primario di tutte le forze politiche, sindacali e associative che rendono vivo e vitale il tessuto democratico del Paese.

Roma, 15 febbraio 2019

 

ADERISCI!

#RestiamoUniti

 

Promotori

Sindacati: FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, Gilda Unams, SNALS Confsal, Cobas, Unicobas Scuola e Università.

Associazioni: Associazione Nazionale “Per la scuola della Repubblica”, ACLI, AIMC, ANDDL, ASSUR, CIDI, MCE, UCIIM, IRASE, IRSEF IRFED, Proteo Fare Sapere, Associazione Docenti Art. 33, CESP, Associazione “Unicorno-l’AltrascuolA”, “Appello per la scuola pubblica”, Autoconvocati della Scuola, Gruppo No Invalsi, Link, Lip scuola, Manifesto dei 500, Rete degli studenti medi, Rete della conoscenza, Unione degli Studenti, Uds, Udu.

Quanti intendessero sottoscriverlo, come singoli o associazioni, possono farlo compilando il form a questo indirizzo.

 

Flc

Cgil, Cisl, e Uil: 9 febbraio manifestazione nazionale in piazza San Giovanni

Elezioni rinnovo CUN 2019: tutto quello che occorre sapere. Si vota dal 5 al 14 marzo

Contratto: al via i lavori dell’Osservatorio paritetico sugli atti unilaterali dell’Amministrazione

Cisl Scuola

Gissi, pensioni: esodo da scuola di oltre 30 mila. Da questionario, prof lasciano per disamore e poca attenzione

01.02.2019 18:04

Categoria: Comunicati Stampa, Previdenza e quiescenza

"Nelle nostre sedi c'è grande affluenza di docenti che vogliono lasciare la scuola anticipatamente per difficoltà dal punto di vista professionale: l'esodo dalla scuola potrebbe superare le 30 mila unità". A dirlo è Maddalena Gissi, leader della Cisl scuola....

LEGGI TUTTO

 

Personale ATA, mobilità professionale. Richiesta incontro urgente al Ministro P.A.

01.02.2019 18:00

Categoria: Personale ATA

 

La Cisl Scuola, attraverso una lettera unitaria predisposta ed inviata al Ministro della Pubblica...

LEGGI TUTTO

 

 

Cessazioni dal servizio dal 1°.9.2019 a seguito disposizioni decreto-legge 4/2019

01.02.2019 17:05

Categoria: Dirigenti scolastici, Personale ATA, Personale docente, Previdenza e quiescenza, Sedi regionali

Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2019 a seguito delle disposizioni in materia di accesso al trattamento di pensione anticipata introdotte dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n.4. Indicazioni operative (nota Miur prot. n. 4644 del 1°.2.2019) LE...

LEGGI TUTTO

 

Richiesta unitaria di incontro al Miur su Esami Stato scuola secondaria II grado

01.02.2019 16:53

Categoria: Alunni/Studenti, Dirigenti scolastici, Esami e scrutini, Personale docente

La Cisl Scuola, attraverso una lettera unitaria predisposta ed inviata al Miur insieme a Flc Cgil e Uil...

LEGGI TUTTO

 

 

Obblighi vaccinali, audizione presso la Commissione Igiene e Sanità del Senato

31.01.2019 18:13

Categoria: Norme di legge, Sicurezza sul luogo di lavoro

Si è svolta oggi, 31 gennaio, un’audizione informale presso la Commissione 12a (Igiene e Sanità) del Senato della Repubblica sul D.D.L. 770 (sen. Patuanelli e altri) in materia di prevenzione vaccinale. I proponenti si prefiggono sostanziali modifiche a quanto...

LEGGI TUTTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta l’informativa estesa sui cookie. Proseguendo la navigazione, acconsenti all’uso dei cookie.